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 il mistero Medjugorje

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SupDJ
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MessaggioTitolo: il mistero Medjugorje   Mer Giu 22, 2011 9:03 pm

Erano i primi anni Ottanta, le autostrade erano cosa da Paese capitalista, per attraversare l'Istria e poi scendere verso Sud, lungo la riviera dalmata, non c'era che la vecchia strada federale, angusta e pericolosa. Quando stavo finalmente per giungere alla meta, incappai nel posto di blocco della Milizia comunista: domande sospettose, perquisizioni, sequestro della Bibbia che avevo con me, ammonimenti a non fare «proselitismo». Ero tra i primi a giungere in quel luogo aspro e remoto, dal nome significativo: Medjugorje, in mezzo ai monti. Dal passaparola più che dai media, che davano solo poche e imprecise notizie, avevo saputo che un gruppo di giovanissimi affermava di «vedere la Gospa», la Signora, la Madonna. E che la cosa stava coinvolgendo folle crescenti nella Jugoslavia orfana di Tito da un anno e dove la religione era ancora una sorvegliata speciale. Partii, dunque, più che da devoto, da giornalista e da studioso del fenomeno delle apparizioni mariane, da amico e discepolo dell'abbé Laurentin, il maggiore storico di Lourdes e divenuto poi il più autorevole autore su Medjugorje.

Così, grazie alla tempestività del viaggio, fui tra i pochi che ebbero un privilegio invidiato poi dai milioni di pellegrini che seguirono. Quello che chiamavano «l'Incontro» avveniva all'imbrunire nella sagrestia della moderna e strana chiesa del luogo: strana perché enorme, in mezzo a una sorta di deserto stepposo e pietroso, un gigantesco edificio per una parrocchia povera e minuscola, come per l'intuizione che lì sarebbero accorse delle folle. La sagrestia era stipata da gente in piedi, ma tra i francescani qualcuno aveva letto la traduzione di qualche mio libro e mi concessero di pormi in prima fila. Dovetti sgomitare per mantenere la posizione, cui non volevo rinunciare: per la prima volta potevo assistere a un fenomeno che avevo conosciuto solo su libri e documenti polverosi. Arrivarono i sei giovanissimi, dai 6 ai 16 anni, cominciarono a pregare ad alta voce, anch'essi in piedi. Non avevano davanti una statua o una immagine, guardavano verso l'alto. Ad un tratto, la preghiera si interruppe e, in sincronia, si lasciarono cadere sulle ginocchia, a corpo morto, con un tale tonfo che pensai a rotule fratturate. Invece, sul volto dei ragazzi, comparvero i segni di una enigmatica trasformazione: si illuminarono, tutti, con un sorriso e, alternandosi, cominciarono un dialogo che si intuiva dalle labbra che si muovevano, senza che noi spettatori udissimo alcun suono. Ero lì come osservatore doverosamente critico, non cedetti all'aura di misticismo che impregnava il piccolo locale sovraffollato, scrutavo il volto dei giovani, a un paio di metri di distanza. Erano, lo dicevo, in sei, inginocchiati uno accanto all'altro: la visione doveva muoversi, perché la seguivano con lo sguardo. Fissai l'attenzione sugli occhi, constatando che tutti si muovevano in sincronia e nella stessa direzione: eppure, in quella posizione, l'uno non poteva vedere l'altro, era evidente che seguivano «qualcosa» che tutti vedevano e che si spostava nell'aria, davanti a loro. Eguale sincronia nell'alternarsi dei sorrisi e delle espressioni addolorate: nel colloquio la Gospa, se davvero di Lei si trattava, alternava parole amorevoli ad avvertimenti inquietanti e i ragazzi reagivano all'unisono. Ma, lo dicevo, vista la posizione, non era possibile che si spiassero e si imitassero a vicenda. In perfetta contemporaneità fu anche la fine, dopo circa un quarto d'ora. I sei riebbero il volto di sempre, non più trasfigurato, ritrovarono la voce udibile anche da noi per una preghiera, si alzarono e si allontanarono. Raggiungevano il francescano, loro padre spirituale, che li attendeva nella casa parrocchiale e a lui davano relazione dell'incontro e comunicavano il «messaggio». Non conoscendo il croato, per giunta nella particolare forma dialettale parlata in Erzegovina, non fui in grado di constatare di persona quanto mi avevano assicurato quei religiosi. I ragazzi, cioè, venivano interrogati subito e separatamente: la coincidenza dei loro resoconti si aggiungeva alla coincidenza dei loro sguardi e delle loro mimiche facciali durante «l'Incontro».
Trent'anni sono passati da quel giugno 1981 in cui tutto ebbe inizio, non sono più tornato in quei luoghi, ma non ho cessato di informarmi e, soprattutto, di imbattermi in chi vi era stato: gente di ogni età, condizione, livello culturale. Eppure protagonisti, tutti, di un'esperienza che considerano importante e non pochi addirittura decisiva. Ho visto vite cambiate, vocazioni religiose sbocciate, pratiche religiose riscoperte. Sulla «verità» di Medjugorje non si potrebbero avere dubbi, se le si applicasse il criterio enunciato da Gesù stesso: «Non vi è albero buono che produca un frutto cattivo... Ogni albero si riconosce dal suo frutto...» (Lc 6,43). Tre decenni di esperienza mostrano quanto sia stato e sia spiritualmente abbondante e eccellente il raccolto prodotto da quell'albero cresciuto inaspettatamente nei Balcani.

Ma, per Medjugorje, è avvenuto il contrario che per Lourdes o per Fatima, dove la negazione è giunta da atei, laicisti, anticlericali. Qui, entrambi i due vescovi succedutisi alla guida della diocesi hanno assunto un atteggiamento sempre più negativo, sino a parlare di «una delle maggiori truffe nella storia della Chiesa». Altrove, poi, la difesa delle apparizioni ha caratterizzato i cattolici tradizionalisti, mentre quelli cosiddetti «aperti» esprimevano dubbi. Anche qui, le posizioni sono invertite: sono i seguaci di mons. Lefebvre che negano polemicamente che possa essere «vera» una Madonna nei cui messaggi ravvisano quelle che chiamano «deviazioni eretiche conciliari». Credenti pubblicano dossier dal titolo Medjugorje: è tutto vero. Ma altri credenti replicano con instant book: «Medjugorje: è tutto falso». Lo stesso episcopato è diviso: vi è il vescovo (magari il cardinale, come quello di Vienna) che si reca di persona in pellegrinaggio e chi fa rispettare puntigliosamente ai suoi preti il divieto di Roma di guidare ufficialmente dei gruppi.

Per la Santa Sede, Medjugorje è un dilemma tormentoso. Da un lato si riconosce con gratitudine l'abbondanza dei frutti spirituali, dall'altro lato non si dimentica il vulnus al diritto canonico, con un tale movimento mondiale combattuto dagli ordinari del luogo, cui spetta il discernimento. Al punto in cui si è giunti, una sconfessione ufficiale della verità dei fatti da parte di Roma sarebbe una catastrofe sul piano pastorale. Ma catastrofico sarebbe anche il contrario: una smentita ufficiale, cioè, della posizione di due vescovi che negano senza esitazione la soprannaturalità e parlano non di miracoli, ma di truffe e inganni. Questo avrebbe effetti inediti e imprevedibili sul diritto ecclesiale. Non c'è da invidiare, davvero, il cardinal Ruini, responsabile della commissione ufficiale d'inchiesta: è possibile che neanche la sua lunga esperienza e la riconosciuta prudenza riusciranno a chiarire questa sorta di «mistero» del rosario che sembra, al contempo, «gaudioso» e «doloroso».


http://www.corriere.it/cronache/11_giugno_22/dialoghi-madomma-dilemma-medjugorje_fe39ac3c-9c8d-11e0-ad47-baea6e4ae360.shtml
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MessaggioTitolo: Re: il mistero Medjugorje   Gio Giu 23, 2011 9:39 am

ci sono misteri che possono apparire ispiegabili all'uomo solo perchè non li capisce. Non mi sono mai interessato della chiesa e non ho intenzione di interessarmene ora. non capisco perchè la chiesa deve giudicare la fede del popolo!!
Che sia vero o falso comunque è una cosa positiva: porta verso la pace, verso la preghiera. mettersi a dire se la madonna sia apparsa veramente o no è irrilevante per chi crede. La chiesa dubita perchè ha paura! paura di perdere quel potere che pian piano si stà affievolendo perchè il popolo cresce sempre meno "tonto".
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MessaggioTitolo: Re: il mistero Medjugorje   Lun Giu 27, 2011 3:28 pm

Dannato ha scritto:
ci sono misteri che possono apparire ispiegabili all'uomo solo perchè non li capisce. Non mi sono mai interessato della chiesa e non ho intenzione di interessarmene ora. non capisco perchè la chiesa deve giudicare la fede del popolo!!
Che sia vero o falso comunque è una cosa positiva: porta verso la pace, verso la preghiera. mettersi a dire se la madonna sia apparsa veramente o no è irrilevante per chi crede. La chiesa dubita perchè ha paura! paura di perdere quel potere che pian piano si stà affievolendo perchè il popolo cresce sempre meno "tonto".

se fosse irrilevante che la madonna appaia o meno neppure si potrebbe parlare di fenomeno Medjugorje, ma di una comune assemblea di preghiera. Medjugorje è tale proprio perchè c'è qualcosa di straordinario

Poi che un Dannato creda nella chiesa è un pò assurdo, hai ragione What a Face
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MessaggioTitolo: Re: il mistero Medjugorje   Gio Giu 30, 2011 11:31 am

La fede è in noi. Il difficile è riuscire a trovarla e a farla emergere. Dannato ha ragione su una cosa che la chiesa viole essere ancora troppo al centro del "potere" e quindi vuole decidere per noi cosa è meglio o cosa no.
Sono credente..poco praticante, ma molto molto dubbiosa...specialmente ultimamente tra pedofili e spacciatori ecclesiastici...mah
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MessaggioTitolo: Re: il mistero Medjugorje   Sab Lug 02, 2011 1:30 am

admin ha scritto:
La fede è in noi. Il difficile è riuscire a trovarla e a farla emergere. Dannato ha ragione su una cosa che la chiesa viole essere ancora troppo al centro del "potere" e quindi vuole decidere per noi cosa è meglio o cosa no.
Sono credente..poco praticante, ma molto molto dubbiosa...specialmente ultimamente tra pedofili e spacciatori ecclesiastici...mah

io professo il cattolicesimo e per me la chiesa è importante . E' il faro che ci guida , senza di lei finirebbe per prevalere una visione personale della fede con una conseguente frammentazione del pensiero cristiano in tutte le possibili interpretazioni.

la pedofilia tra gli ecclesiastici è un grave problema , mi chiedo come abbia potuto verificarsi una simile tragedia. La mia risposta è nella mancanza di vigilanza , una rilassatezza delle guide spirituali dei seminari. Ma d'altronde Paolo VI predisse il dramma che avrebbe colpito la chiesa quando profetizzò che il fumo del male si è introdotto in vaticano
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MessaggioTitolo: Re: il mistero Medjugorje   Mer Lug 06, 2011 11:54 pm

Ti chiedi come sia possibile la pedofilia in una condizione come quella in cui sono i nostri preti?? Sono uomini!!! Pochi sono veramente "dotati" di una fede che li faccia rinunciare ai desideri della carne!!
La Chiesa sbaglia a non concedere il permesso di sposarsi ai preti. Si risolverebbero diversi problemi tra i quali la diminuizione di iscritti al seminario.
Per quanto riguarda la pedofila, penso che sia solo una questione di "comodità". Chi hanno sotto mano i preti? : suore, bambini ( specialmente maschietti) e la "perpetua" ( che alcune volte non disdegna le attenzioni del parroco).

Come fai a credere in una religione che ha come portatori del suo verbo gente del genere?
E' un po' come credere nell'Italia e nei suoi politici.
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MessaggioTitolo: Re: il mistero Medjugorje   Gio Lug 07, 2011 10:39 pm

Sono d' accordo con te dannato sul fatto che la Chiesa dovrebbe consentire ai preti di convolare a nozze. Non trovo giusto però cercare di trovare in questo la scusa per simili atti.
Un giorno un prete mi ha detto: " Tu non devi guardarmi come uomo, ma come testimone di Dio." Il discorso era nato sul fatto che i preti sono peccatori e che io ritenevo ingiusto che un peccatore professasse la Santa Messa e distribuisse l'Eucaristia...lui sosteneva che se il prete è peccatore noi non dobbiamo guardarlo come uomo..i peccati sono una cosa tra lui e il padre...Lui sosteneva che tu prendevi l'Eucaristia dalle mani di un messaggero di Dio....
Ancora oggi non posso essere d'accordo con queste parole. Un uomo non può distribuire il Verbo e l'Eucaristia quando è un peccatore!!!! Che ne pensate??
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MessaggioTitolo: Re: il mistero Medjugorje   Sab Lug 09, 2011 2:58 pm

il matrimonio non risolve problemi anzi spesso li accresce e non è una soluzione per certe debolezze .
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MessaggioTitolo: Re: il mistero Medjugorje   Mer Lug 20, 2011 1:40 pm

SupDJ ha scritto:
il matrimonio non risolve problemi anzi spesso li accresce e non è una soluzione per certe debolezze .
SupDj, forse hai ragione, ma allora metà dei preti cattolici dovrebbero essere scomunicati...altra soluzione farli diventare Eunuchi. (la mia è provocazione).
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